Cari amici, eccomi di nuovo qui, sul mio blog, a raccontarvi di luoghi e di mete insolite da visitare… almeno una volta nella vita. Quest’oggi vi proporrò altri 3 nuovi itinerari della rubrica “Oggi vi porto a…”, tre nuove proposte per i vostri prossimi viaggi.
Prendete come al solito carta e penna e …segnatevi tutto! Si parte!!!
1° La Basilica di Sant’Angelo in Formis.. dove tutto è colore!
A pochi chilometri da Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, a Sant’Angelo in Formis, sorge una delle basiliche benedettine più belle al mondo. Una basilica di strepitosa bellezza! E’ la Basilica di Sant’Angelo in Formis: il tempio del colore e della bellezza. Fu costruita a partire dal VI sec. al di sopra di un preesistente luogo di culto, forse un tempio dedicato a Diana, la dea della caccia, nel cuore dei Monti Tifatini.
Una volta superato il portale di ingresso, si ha come la sensazione di essere tra le pagine di un prezioso libro. Le colonne di spoglio, le pareti con i loro bellissimi colori e le scene dipinte del nuovo e del vecchio testamento (tutte ascrivibili al momento in cui la Basilica fu rinnovata dall’abate Desiderio) rendono questo luogo incredibilmente unico. E poi la luce, la luce che filtra attraverso le finestre e che rende così eternamente bello questo luogo.

Interno della Basilica 2°L’Eremo di San Nicola sulla vetta dell’Epomeo
Sulla vetta del Monte Epomeo, sulla bella Isola d’Ischia, nel comune di Serrara Fontana, si trova una delle più antiche chiese rupestri dell’isola: l’Eremo di San Nicola.
La piccola chiesetta, un tutt’uno con la roccia, ha antiche origini, fu edificata intorno alla metà del XV secolo per volere della nobildonna Beatrice Quadra. L’idea era quella di farne un ritiro per le suore clarisse che qui soggiornarono per un breve periodo, col tempo però, l’asperità del luogo e la rigidezza del clima, spinsero le monache a cercare una sede più confortevole.
Per molti secoli, l’eremo, è stato rifugio di anacoreti ed eremiti di passaggio;gli stessi isolani qui vi cercarono rifugio, scappando dalle incursioni saracene che imperversavano lungo le coste dell’Isola.
La piccola chiesa rupestre è meta di escursionisti e di turisti da ogni dove, raggiungere la cima dell’Epomeo è un’esperienza incredibile, il panorama è sorprendente e mozzafiato: Procida, Nisida, il golfo di Napoli, Capri.
È un luogo davvero magico, immerso in una natura senza tempo, quasi ad essere un tutt’uno con quel tufo verde, caratteristico dell’Isola. Una meraviglia sospesa tra mare e cielo!

La Chiesa rupestre di San Nicola - FOTO del WEB3° La Chiesa di San Giorgio, la più bella di Salerno
La Chiesa di San Giorgio che sorge nel cuore del centro storico di Salerno, è un vero capolavoro del barocco salernitano, è forse la più bella chiesa della città.
Un tempo faceva parte di un importante monastero di suore benedettine, tra i più antichi della città, il monastero si articolava in due grandi sezioni, una a nord e una a sud, oggi corrispondenti alle caserme dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.
La Chiesa, nella sua veste barocca, fu edificata al di sopra di un preesistente luogo di culto, una cella monastica del VIII sec d.C.
Grazie al ripristinato sistema meccanico, che permette al pavimento di aprirsi proprio come un libro, oggi è possibile ammirare (in determinate occasioni) le antiche tracce architettoniche e pittoriche di questo primitivo nucleo.
Varcare il portale rinascimentale ed entrare nella Chiesa di San Giorgio è pura emozione, il colore trionfa dappertutto.
La chiesa a navata unica con quattro cappelle laterali, con una pianta a croce latina è interamente affrescata.
Gli affreschi furono realizzati da grandi pittori del XVII e XVIII secolo.
Angelo Solimena, padre di Francesco Solimena, firmò il ciclo della navata centrale con le Storie della Vita di San Benedetto e la bellissima la cupola con il Paradiso e che ricorda molto quella del Lanfranco nella Cappella del Tesoro di San Gennaro.
Preziosi anche i contributi pittorici di suo figlio Francesco Solimena che lavorò in una delle cappelle, al ciclo del Martirio delle Tre Sante Martiri: Tecla, Archelaide e Susanna.
Anche l’altare è degno di nota, un fine intarsio di marmi policromi e madreperla e ai lati due rilievi raffiguranti San Giorgio che uccide il drago e su cui è posta la tela con la Decollazione di San Giorgio del XVII secolo.
L’atmosfera è davvero avvolgente, sembra quasi di trovarsi in una delle bellissime chiese barocche del centro storico di Napoli.
San Giorgio è davvero una chicca, un gioiello della mia amata Salerno!

Interno - Foto del WEBAnche questa settimana abbiamo esplorato mete insolite e meravigliose e tanti altri luoghi ci aspettano. Per il momento ce li godiamo comodamente da casa, con l’augurio che questa Pasqua possa portarci un po’ di Luce e di Speranza.
A presto!